10 giugno 2009
Europee 2009
Nella foto, il Presidente francese Nicolas Sarkozy in visita ieri all’Institut National de l’Energie Solaire (INES), Campus scientifico dell'Università della Savoia, Le Bourget-du-Lac.
Riforme, rimpasto: le nuove sfide di Sarkozy Charles Jaigu (Trad.it., C.C.), «Le Figaro», martedì 9 giugno 2009. link.
Il Capo dello Stato riflette su un intervento sui media, prima del rimpasto, previsto alla fine del mese.
Come approfittare della vittoria? L’Eliseo si pone la questione da lunedì, alla luce del successo elettorale di inattesa proporzione. Da domenica sera, il Presidente del gruppo Ump all’Assemblea Nazionale, Jean-François Copé, ha sottolineato che bisognerebbe «riuscire a captare questa dinamica», e che queste elezioni europee aprirebbero «la seconda tappa del quinquennato». Un bilancio che s’intona con quello dell’Eliseo. Ma cosa mettere in questa nuova sequenza? Nicolas Sarkozy ha ricevuto lunedì i responsabili dell’Ump, ma anche i nuovi deputati europei della maggioranza. Ha anche ricevuto i sindacati per preparare un intervento sul contratto di lavoro, lunedì prossimo a Ginevra, davanti all’Organizzazione internazionale del lavoro. «Noi dobbiamo prendere le decisioni giuste in funzione delle nostre convinzioni», ha spiegato a lungo. Il Presidente non ha dunque l’intenzione di sconvolgere alcunché. Il calendario di giugno dovrebbe essere scandito in tre parti: prima le consultazioni, in seguito un intervento, ed in conclusione il rimpasto. […] Le fini analisi dello scrutinio hanno già svelato a Sarkozy due elementi decisivi ai suoi occhi: il fronte dei verdi è friabile. C’è un «effetto Cohn-Bendit» che ha «attratto elettori della maggioranza», analizza un consigliere dell’Eliseo. Bisogna dunque fare rotta sull’ambiente! Il secondo elemento indica che almeno «un terzo degli elettori del MoDem non si riconosce nell’opposizione frontale al Presidente della Repubblica», secondo questo stesso consigliere. L’Eliseo prende dunque atto della fine dell’antisarkozismo «automatico». «Non vogliamo né sottovalutare, né sopravvalutare i risultati dello scrutinio», analizzano nell’entourage di Sarkozy. Da martedì, in Savoia, Sarkozy ha l’occasione per mettere l’accento sulla Grenelle dell’ambiente. «Siamo messi molto bene nell’opinione su questo tema, non ci lasceremo sfuggire nulla», dice un eletto vicino al Capo dello Stato. «Abbiamo già fatto moltissime cose. La legge Grenelle II è in discussione al Parlamento. Dobbiamo spiegare le riforme del Governo». L’ambiente sarà pure sul menù dell’incontro Sarkozy-Merkel giovedì a Parigi. Tutti e due insisteranno sull’intenzione di istituire una carbon tax in Europa per penalizzare le imprese estere che hanno [fatto] ricorso al dumping ambientale. Sarkozy accennerà anche con il Cancelliere la questione della riconferma di José Manuel Barroso alla guida della Commissione di Bruxelles. La questione dell’apertura Seconda priorità: l’intervento davanti ai francesi. […] Potrebbe aver luogo la settimana prossima […]. Soprattutto per elencare le riforme future che vuole spingere: liceo, lavoro domenicale e ancora la riforma territoriale. Il rimpasto dovrebbe chiudere questa sequenza postelettorale. È un «aggiustamento», precisa l’Eliseo, che cita le cifre di otto ministri e segretari di Stato sui 37 membri del Governo. potrebbe accadere non prima della settimana prossima, prima del Consiglio europeo di giovedì 18 giugno, o nel corso della settimana seguente. […]Una cosa è sicura: la nomina di Claude Allègre sembra più che compromessa. La questione dell'apertura resta tuttavia sempre posta.
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Ecco alcune dichiarazioni rilasciate dai leader dei principali partiti francesi dopo l’esito elettorale:
Nicolas Sarkozy (Ump): «nuove iniziative» sull’Europa. Commentando il successo dell’Ump alle europee, Sarkozy ha riaffermato che le riforme continueranno e che verranno aperti diversi «nuovi cantieri» europei. «I francesi hanno manifestato la loro riconoscenza per il lavoro svolto durante la presidenza francese dell’Unione Europea ed il loro sostegno agli sforzi compiuti dal Governo» di fronte alla crisi. «Questo successo alle elezioni europee impone di andare più lontano. L’Europa deve cambiare. Le riforme devono continuare», ha detto Sarkozy.
Martine Aubry (Ps). «Rifarei questa campagna esattamente allo stesso modo», ha detto la leader del partito socialista francese, criticando l’assenza dei temi europei nella campagna elettorale. «L’immagine che diamo ai francesi non è buona», ha aggiunto Aubry che ha anche riflettuto sullo stato attuale del suo partito: il Ps ha «bisogno du un profondo rinnovamento». «Non siamo ancora credibili […], prendo tutta la responsabilità […], non cerco ragioni estranee a noi stessi».
François Bayrou (MoDem). «La vita è così: ci sono successi e rovesci». «Mi prendo la mia parte di responsabilità», ha detto Bayrou durante una conferenza molto breve, definendo «deludente» la performance elettorale del suo partito.
Daniel Cohn-Bendit (Europe-Ecologie). Il leader ecologista lavora già per un’alleanza al Parlamento europeo con i socialisti su tematiche ambientali: «se vedo che nei programmi del MoDem del Ps e nel nostro, sull’ecologia, la trasformazione ed il riscaldamento climatico, c’è una possibilità di alleanza al Parlamento europeo in dei gruppi autonomi per condurre una certa politica e creare una maggioranza contro per esempio Barroso». Secondo il leader no-global José Bové, capolista della stessa lista ecologista nel sud ovest, l’unione Europe Ecologie «ha creato qualcosa di molto più grande».
Marie-George Buffet (Front de gauche). Il segretario nazionale del Pcf (Partito comunista francese) vorrebbe allargare l’unione delle sinistre. «Quando dico continuare, non dico che non continuiamo che in tre (Pg, Pcf e Gauche Unitaire), continuiamo in quattro, cinque […] continuiamo per allargarci», ha detto, riferendosi probabilmente al Npa di Olivier Besancenot.
Jean-Marie Le Pen (Front National). Secondo l’ex candidato al secondo turno delle presidenziali il Fn è stato «vittima» di un «boicottaggio mediatico» e la campagna elettorale è stata «manipolata». Secondo la figlia, Marine Le Pen, «il Fn è tornato. Questa elezione è la dimostrazione che […] non è morto, come le elite politico-mediatiche ci ripetono da un anno e mezzo». Secondo lei «il grande vincitore di questa elezione è l’astensionismo».
Philippe de Villiers (Libertas). Secondo il leader sovranista, unico eletto della sua lista, l’esito di queste elezioni è «triste». «La percentuale di Cohn-Bendit, 41 anni dopo il maggio 68, il lanciatore di sassi [pavés] che diventa un eroe della società francese, questo mi urta profondamente». Fonte, «Lefigaro.fr», link.
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